1576 |
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Lancilotto Perabò pagava un canone a Zanina ved. di Pietro Antonio Bertesco “super domo angulari e regione fontane”. Questa casa era stata locata al Perabò da Luca de Luca padre di Zanina1. |
1680 |
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Zanoglio (vedasi n. 447). |
1794, genn. 8 |
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Il co. Francesco fu G.B. Cassini vende ad Antonio q. Francesco Tami «una — casa — di rimpetto alla piazza Contarena, in faccia al pubblico palazzo; confina a lev. strada pubblica, mezz. coll’ecc. — Domenico Morgante, a pon. con case furono del q. rev.mo Masolini, ed a tram. strada —», per d 2200 (A.S.U., N., Antonio Marchi, 9866, II instr., 357, f. 367r — 367v). |
1801 |
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Antonio Tami (Nomenclatura, f. 17v). |
1809 |
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È del sac. Sebastiano Romano (Registro delli aloggi, f. 13v). |
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Affittuale è l’impiegato G.B. Marpilero (ibid.). |
1812 |
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Vendita di liquori di Valentino Telini (Esercenti). |
1817, ag. 4 |
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«— G.B. del vivente — Valentino Tellini, nativo di Palmanova, ora da vari anni domiciliato in questa r. città sul cantone dirimpetto alla fontana in piazza Contarena al c. n. 446, venditore di liquori, acquavita e rosoli —, concede in ragione di semplice affitto per il corso di anni tre — al sig. Simone Buttazzoni — la predetta bottega del — Tellini con le due unite stanzette, sito de’ fornelli a pian terreno ed un camerino in pian superiore ad uso di dormire, il tutto incorporato nella — casa del — Tellini al c. n. 446 —, nonché tutti li utensili inservienti al negozio di essa bottega —, ritenendo il — Tellini a di lui carico le spese per arte e comercio e la relativa licenza durante tutto il triennio —» (A.S.U., N., Francesco Nicolettis, 10630, 2147). |
1817, sett. 19 |
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In questa casa il cursore municipale presenta diffida a Giuseppe Telin a munirsi di licenza di polizia, per scopi imprecisati (A.S.U., C.A. I, 10). |
1824, ott. 30 |
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Giovanni Pitchen e Andrea Stupan caffettieri presentano un progetto di riforma, essendo «determinati di mandare ad effetto l’impegno assunto presso ecc. sig. commissario di polizia dietro ordine di questa congregazione municipale col far costruire sopra ambi li prospetti della bottega — la prescritta cornice —». La proposta è accettata (A.S.U., C.A. I, 89/X, 4070 Orn. II C). |
1827, lugl. 20 |
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È dei Romano (A.S.U., C.A. 135/XV, 2643 Orn. II C). |
1832 |
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È di Girolamo e fratelli Romano q. Francesco di Villaorba (A.S.U., C.A. I, 193, 1672 Orn. II C, con dis.). |
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Viene respinta una richiesta di restauro perché le finestre progettate presentano una figura rettangolare che non si accorda con quelle semicircolari sottostanti. La perizia del 20 ag. 1832 denuncia «imminente il pericolo di crollo di una parte della casa», essendo marcite le estremità dei modiglioni e dei correnti. Il 22 sett. 1832 viene imposta la sistemazione della gronda (ibid.). |
1852 |
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“Caffè dei Svizzeri” (“L’alchimista”, 3, XLVII, 1852, 380). |
1852 |
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La casa appartiene a Romano Cicogna (Competenze, I, f. 13v). |
1876 |
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Era dei fratelli Malagnini. Negozio di drogheria e coloniali (COSMI-AVOGADRO, 91, 110). |
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NOTE |
1 |
Senza citazione di fonte nel ms. della Porta. |
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BIBLIOGRAFIA |
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CORGNALI, I nostri vecchi caffè, 113; QUARGNOLO, Non c’è piú il concertino; VATRI, I caffè di Udine, 108. |